domenica 22 settembre 2019

martedì 17 settembre 2019

mercoledì 26 aprile 2017

Le mie Parole Chiave dell’UNITRE

Caro Silvio,

Come dice una nota canzone, ti scrivo per distrarmi un po’.
Quest’anno come saprai, ho partecipato poco alla vita associativa dell’UNITRE; a causa d’impegni famigliari e di lavoro; a casa devo avere cura di mio padre novantenne e mia suocera anch’essa novantenne.
Spero di rientrare al più presto nella grande famiglia UNITRE appena mi sarò liberato dagli impegni.

Prima di tutto ti devo ringraziare dell’insegnamento di vita mi hai impartito tu e l’ex presidente Irma Re; che mi sono serviti molto nella vita.

L’ex Presidente I. Re diceva; nel medio Evo la cultura era considerata un dono di Dio e bisognava metterla a disposizione degli altri; per questo motivo ho tenuto dei corsi d’inglese, dove c’è stata un’enorme quantità di studenti.

Un altro termine importante è stato l’Accademia di Umanità in mano agli studenti e Accademia di Cultura in mano ai docenti che impartiscono il loro servizio di volontariato senza percepire compensi; ti devo dire che sono stato presente in entrambe le Accademie; partecipando a gite, serate d’intrattenimento, e partecipando come attore in diverse commedie; (a tal fine ho realizzato un blog, dove ci sono le foto delle commedie (unitre-unitre.blogspot.com; e dove imposterò anche questa lettera.)

Il nostro avvio è avvenuto nel 2003; siamo venuti a Potenza e tu ci hai istruito come gestire l’UNITRE. Poi siete venuti a Policoro per fare l’inaugurazione; e noi per l’occasione abbiamo invitato le autorità comunali e il Vescovo Mons. Francesco Nolè; che nel suo discorso ha rilevato l’importanza dell’UNITRE e ha evidenziato che anch’egli aveva preso parte all’UNITRE di Napoli; a lui piacque il motto L’UNITRE: come un Progetto di vita; ha spiegato il significato di progetto; che tra i tanti sinonimi c’è anche quello di sognare; e vedendo poi realizzare il sogno si provano particolari emozioni.

A me è rimasto impresso questa definizione; devo dire da allora ho realizzato numerosi progetti nell’ambito lavorativo e ricreativo.

A scuola ho realizzato un progetto con 8 Paesi europei; dal titolo Radici e ali; dove s’invitava i giovani a conoscere le proprie radici per poi proiettarle in Europa.

Con un’associazione sportiva ho realizzato un altro progetto dal titolo Gioventù in Azione; ospitando a Policoro 40 giovani provenienti dalla Francia, Bulgaria e Romania.

Ora nell’attuale scuola dove insegno, ho un altro progetto Erasmusplus di cui è stata presentata la candidatura a Marzo e il cui esito avverrà a Giugno; questo progetto coinvolge la Germania, la Spagna, il Portogallo, la Danimarca e l’Olanda; il titolo è: Benvenuta diversità etnica a scuola.

Durante queste esperienze ho cercato dei progetti, dove potevo coinvolgere gli adulti dell’UNITRE; sono trascorsi tanti anni; non avendo un team a Policoro, ho informato il Presidente Nicoletti di Matera di queste opportunità (permettere agli adulti di acquisire la dimensione Europea con mobilità all’estero; con fondi europei).

Il presidente dell’UNITRE di Matera si è dimostrato disponibile a collaborare; abbiamo presentato diverse candidature; purtroppo non andate a buon fine; prima con il programma Grundvig; anche perché non si aveva una preparazione specifica; ora “Europa per i Cittadini”.

I meeting informativi di questo programma si svolgevano a Roma, difficile da raggiungere.

Da un’email arrivata qualche giorno fa, apprendo che il seminario informativo si terra a Matera il 10  Maggio; ho informato l’UNITRE di Matera affinché sia presente al seminario.

Caro Silvio io ti volevo parlare di tutte queste iniziative che ho portato avanti dal 2003 a oggi e mi aiutano ad andare avanti nella vita; ho imparato ad attendere e a perseguire con tenacia i miei Progetti; una volta realizzati è facile a dire l’ha fatto lui e lo posso fare anch’io.

Sono contento che le nostre strade si siano incontrate e mi hai insegnato tante cose che a volte si fa fatica raccontarle a chi non ti conosce; io vado avanti per questa strada; spero di incontrarti e informarti di nuove iniziative intraprese.

Naturalmente nella mia mente ho anche un altro concetto che continuo a portare avanti con tanta difficoltà; il dialogo intergenerazionale; che intraprendo a scuola con i miei studenti e i miei figli.

Spero che leggerai dell’approvazione del progetto in atto a Giugno.

Tutto ciò premesso penso di non essere presente il 20 Giugno a Potenza, perché per motivi di lavoro; non posso prendere due giorni perché sarò presente il 10 Maggio a Matera.

In all. t’invio la locandina che potrai far vedere al Prof. Zirpoli, lui potrebbe essere interessato a partecipare.

Volevo essere presente anche perché volevo conoscere il nuovo Presidente Nazionale Gustavo Gucci.
Auguri di Buon Lavoro

Cordialmente
Prof. Nicola MAIELLARO
Socio Fondatore UNITRE di Policoro
Ex presidente
E docente d’inglese
Pres. UNITRE di Policoro






giovedì 11 febbraio 2016

UNITRE ACCADEMIA D’UMANITA’
Policoro

Venerdì 5 febbraio 2016 gli studenti del laboratorio teatrale dell’UNITRE di Policoro hanno festeggiato il carnevale con una piacevole serata conviviale.
A organizzare la serata sono stati gli studenti in collaborazione del vice Presidente Prof. Nicola MAIELLARO.
Gli studenti tutti si sono cimentati in canzoni degli anni 40, 50 e 60; e a raccontare barzellette; Felice ha recitato l’indimenticabile poesia di Totò “La livella”, riscuotendo enorme successo tra i partecipanti.
Alla fisarmonica si è cimentato l’allievo del laboratorio musicale Salvatore, che con valzer, tango, mazurche e tarantelle ha allietato la serata facendo ballare i partecipanti, ad accompagnarlo con la chitarra il Vice Presidente Nicola.
Dopo aver gustato la cena presso il ristorante “ L’invidia” i soci hanno offerto chiacchiere, torte e crostate, bagnate da un ottimo spumante fresco.

Dopo aver ringraziato il personale del ristorante dell’accoglienza offertaci e brindato alla salute la compagnia si è congedata felice di aver trascorso una serata all’insegna dell’ACCADEMIA D’UMANITA’





martedì 2 giugno 2015

LA NOSTRA RAPPRESENTAZIONE DEL 31 MAGGIO 2015 ore 20:30





Come previsto, si è svolto al Buon Pastore la 

commedia dell'UNITRE:



C'è stata grande affluenza di pubblico che ha l'ha 

apprezzata con applausi e congraturazioni alle comparse alla 

fine della rappresentazione.


Il pubblico attento formato da ultra sessantenni e giovani 

che hanno vissuto o hanno sentito parlare degli eventi post 

guerra.



Don Salvatore, parroco della parrocchia del Buon Pastore, 

sul palco alla fine della commedia ha rimarcato l'importanza 

del teatro, dove vengono sdrammatizzati i fatti quotidiani 

che ci assillano ogni giorno.



Questa rappresentazione viene fatta dopo 5 anni dalla 

prima, sul questo sito potete vedere com'eravamo, 

cliccando a destra 2010.



Il nostro regista Cirillo, ha dato un seguito alla storia di 

Fiamma e Don Ciccio; io “mi sono immaginato” come Rocco

gli altri personaggi hanno vissuto al Paesello. 

















Cosa è successo dopo il ritorno di Rocco al Paesello ?

Rocco è tornato al Paesello, ora non andrà più via, ha 

realizzato i suoi sogni, ha una bottega, una famiglia 

che gli vuole bene, ha comprato una vigna e si è fatta 

una bella casa con giardino, dove ha piantato un 

albero di nespola.

Come immaginava lui, i galantuomini si sono presentati 

alla sua abitazione a chiedere prestiti, ma lui ha 

sempre rifiutato di concederglieli.


I risparmi che si è portato dall'America li ha investiti 

in buoni fruttiferi all'ufficio postale, intestandoli a 

Lauretta, alle figlie e alla moglie; così quando 

Lauretta sarà grande se li potrà godere con la sua 

famiglia.


Rosa si sente orgogliosa che ha salvato l'onore della 

sua famiglia, anche lei va in campagna, dove accudisce 

le galline e porta uova fresche a Donna MADDALENA.

Anna, si è riavvicinata alla consuocera Rosa; e insieme 

preparano frittelle per i loro nipotini; che intanto sono 

diventate 4; purtroppo Rocco aspettava un figlio 

maschio ma non è arrivato; sono arrivate tutte 

femmine.


Don Ciccio come sapete si è trasferito in Argentina, e 

ha incaricato Rocco ed Egidio a portare avanti la 

masseria; lui vuole un quintale di olio ogni anno, e 

Rocco deve provvedere a farglielo recapitare.


Comare Carmela continua a spettegolare, e a costruire 

storie sui paesani; questi, conoscendola la evitano 

cambiando strada quando la incontrano.


Anglona si sa tenere suo marito, gli prepara la 

minestra calda la sera quando ritorna dalla campagna, 

gli fa le focacce, gli prepara le lumache, che gli 

piacciono tanto, con un procedimento che conosce solo 

lei, aglio, peperoncino piccante, origano,…………


I corteggiamenti al Paese sono sempre di moda, i 

giovani la sera quando tornano dalla campagna si 

siedono davanti ai bar per bere una birra in piazza e 

fanno commenti sulle mogli dei compaesani; quella l'ho 

vista con il compare………., l'altra se la intende 

con…….ecc…….


I paesani, per difendersi, hanno inventato un detto 

che dice in dialetto: vu iabba la vocheria quann esc 

notte tempo cambia via ( se vuoi entrare nel 

pettegolezzo, quando esci, fallo di notte e cambia via).


Don Nicolas si è messo con Donna ESMERALDA che gli 

prepara i suoi limoncelli e ciambelle che sa fare molto 

bene.



Compare Francisco è rimasto in Argentina, si è aperto 

una pizzeria e con altri paesani la porta avanti.

martedì 26 maggio 2015

domenica 24 maggio 2015

RAPPRESENTAZIONE TEATRALE: COME T' INGANNA L'ANIMA













Il team del Laboratorio Teatrale dell'UNITRE di Policoro ha il piacere 


di presentare nel teatro della Chiesa del Buon Pastore domenica 31 


Maggio, dopo la SS Messa, ore 20.30 la commedia


COME TI INGANNA L'ANIMA


Data l'importanza dell'evento gli amici e i simpatizzanti dell'UNITRE 


sono invitati ad assistere.



VI ASPETTIAMO NUMEROSI



mercoledì 16 luglio 2014

lunedì 3 febbraio 2014

La calunnia … figlia dell’ignoranza e dell’invidia

Cari amici, cari colleghi, oggi voglio condividere una riflessione che va ben oltre la professione di docente. Riflessione nata da una confidenza di un collega che mi ha molto colpito, come uomo e professionista. L’argomento è la calunnia. A tutti può capitare di essere calunniati, al cittadino, al pensionato, al libero professionista, l’impiegato. Il tema è, trasversale. Ma questo non ci impedisce di maturare considerazioni personali. Un collega che in pubblico ne accusa un altro, senza che questo sia presente e possa quindi difendersi o smentire; Questa è la calunnia. Secondo alcuni, la causa principale della calunnia è individuata nell’ignoranza. Per Socrate “chi conosce il bene, allora lo compie necessariamente, mentre chi commette il male non ne è consapevole, ma lo fa per ignoranza del bene”. Vorrei credere davvero alle parole di questi pensatori. Vorrei davvero fosse l’ignoranza la ragione di alcuni comportamenti umani. Almeno non ci sarebbe, malizia o dolo. Purtroppo molte persone sono consapevoli delle loro azioni. E così il calunniatore solitamente non può definirsi un uomo onesto o comunque in buona fede. Chi mente sapendo di mentire e, con questo, incide sulla reputazione di un professionista istiga all’odio. Paradossalmente, a mio avviso, i calunniatori di solito godono di grande considerazione tra gli “amici”, in ambienti dove regna la gelosia ed il sospetto. Infatti, laddove le speranze si accrescono, le invidie si fanno più aspre, gli odi più insidiosi, le rivalità più infide. Ad essere calunniato, invece, è spesso chi ha acquisito molti onori e pertanto può suscitare invidia a chi gli sta accanto. Perché, a volte, chi sentiamo migliore di noi invece di essere uno stimolo alla nostra crescita, diventa un ostacolo. Non a caso si dice che “la calunnia disdegna i mediocri e si afferra ai grandi…” (Francesco Crispi). In fondo, per gli appassionati di sport, questo meccanismo è simile a quel che succede nelle gare di corsa: dato il via, il bravo corridore guarda soltanto davanti a sé, e poiché il suo pensiero è teso verso il traguardo - e per vincere fa affidamento solo sui suoi piedi - non danneggia gli avversari. Ma l’altro, il rivale mediocre, non punta sulla velocità, ma alle scorrettezze: così facendo perde di mira il vero obiettivo della vittoria e si trova concentrato in piccole scorrettezze. Quel che più mi colpisce di questa nostra riflessione, non è tanto constatare che nel mondo esistano persone senza scrupolo, amanti degli inganni e delle scorciatoie. Questo rientra nella propria morale e in quel che vuoi essere. Mi colpisce che la vittima, il calunniato, anche se avrà vinto l’eventuale causa, o comunque una volta accertata la falsità delle parole affermate a suo discredito, non riuscirà – se non con molte difficoltà – a convincere della sua buona fede, ad eliminare ogni sospetto nei suoi riguardi. “Si può rimediare al mal fatto, ma non al mal detto”. Per capire il male che si può fare con una calunnia, useremo questa metafora: un anziano servitore di Dio, il cui ministero e la sua famiglia erano stati distrutti da una lingua menzognera. Troppo tardi l'autore di quel male riconobbe il suo errore e, con le lacrime agli occhi, si recò dal pastore per chiederne il perdono. "Si, vi perdono, con tutto il cuore", rispose il vecchio pastore. "Vi perdono, che altro posso fare, come servitore di Dio? Tuttavia vorrei chiedervi un favore. Prendete un cuscino di piume e portatelo in cima alla nostra chiesa, in quel minuscolo vano dove il nostro gruppo d'oranti aveva la consuetudine di raccogliersi in preghiera. Da lassù, aprite il cuscino e disperdetene le piume ai quattro venti; poi venite a riferirmi che cosa avrete visto". L'uomo fece quel che il pastore gli aveva chiesto e ritornò dicendo: "Ho fatto ciò che mi avete detto. C'è dell'altro?"Sì", riprese il pastore, "tornate là sul sagrato e raccogliete tutte le piume disperse al vento!" "Oh, ma é impossibile! Il vento le ha disperse dappertutto". "Appunto, amico mio" riprese il pastore, "è impossibile. Le piume sono disperse dappertutto e non potete riportarmele indietro. La stessa cosa è avvenuta per le vostre parole. Il male è stato fatto e in modo irreparabile". Ma allora, cari amici e colleghi, come ci si può difendere dalle calunnie? Diventando sordi a chi vuole distrarci dal nostro impegno quotidiano. Chi vuol far bene nella vita, sarà sempre osteggiato da chi si sente minacciato dalla forza e dall’energia che sprigiona un progetto condiviso e volto al miglioramento. La ragione dovrà ergersi a severo guardiano di quanto si ascolta, ammettendo ciò che ritiene degno di attenzione, ed escludendo ciò che è privo di valore. La calunnia ha bisogna di due tipologie umane per esistere: gli autori,che sono quelli che calunniano quello che altri hanno fatto ed a loro,invece,non riesce; i diffusori,che sono quelli di eguali caratteristiche dei primi ma da loro superati solo in velocità di elaborazione della notizia calunniosa. In ogni caso di tutto questo popolo non solo si può fare a meno di preoccuparsi ma,a dirla tutta, poiché tali soggetti si auto referenziano solo per avere avuto una parte nell'esercizio della calunnia, comunque sono,da quel momento,individuabili ed accantonabili dal popolo per bene . In un mondo purtroppo sempre più sporco, capita troppo spesso che siano gli innocenti a doversi difendere,e spesso senza, o comunque , con poche armi, essendo appunto, innocenti anche d'animo. La calunnia e' senz'altro il mezzo più ignobile e vergognoso di cui servirsi : distrugge la credibilità, e con lei, la fiducia che 'e alla base di qualsiasi rapporto. Non resta che ascoltare l'intelligenza.... e il cuore: quello, di solito non sbaglia. La vita è meravigliosa, ma è anche una battaglia, un insieme di emozioni, e di esperienze. E' sono certo che le persone intelligenti si tapperanno le orecchie e andranno sempre avanti. Ho davvero sentito la necessità di condividere con voi questi pensieri. Credo che in ogni ambiente di lavoro, e quindi anche nel nostro, non manchino insidie e gelosie. Ma io ho avuto la fortuna di incontrare anche grandi colleghi volti alla collaborazione, che vivono pensando al bene comune. A loro dico, se necessario tappatevi le orecchie e continuate sempre a guardare avanti.